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              NadaYoga


Tutti lo conoscono come Nada Yoga , o Yoga del Suono, si tratta di un'antica tecnica indiana di musicoterapia portata in Occidente, a cominciare dagli anni Settanta, da Vemu Mukunda. Il principio base che ogni "elemento" (uomini, animali, vegetali, minerali, molecole, atomi, etc.) ha una propria vibrazione naturale. Quando questo ritmo si altera, si crea uno stato di malessere e, in alcuni casi, questo può essere il principio di una malattia. Il Nada Yoga consiste nell'apprendere a usare la propria voce e i ritmi esterni come strumenti di guarigione, oltre a prevedere utili esercizi di visualizzazione. Il tutto migliora le condizioni psicosomatiche, eliminando ansia e stress, favorendo rilassamento, pace interiore e autorealizzazione.Etimologicamente "na", che deriva dal sanscrito, si riferisce al prana (l'energia vitale che in gran parte assimiliamo respirando), mentre la sillaba "da" fa riferimento al calore interno che sostiene la vita. Secondo gli insegnamenti di Mukunda "il suono si produce quando energia e calore si uniscono: per esempio, quando vogliamo tradurre un pensiero in parole, la temperatura corporea si alza leggermente".





Good Vibrations

Con il suo metodo Mukunda ha riportato alla luce l'antica terapia musicale del Nada Yoga . Ciò che accade è che la vibrazione delle note emesse dalla voce, o da uno strumento, entra in sintonia con le singole parti del corpo di chi ascolta. Il principio base di questa tecnica è che ogni essere umano ha un proprio suono personale, detto "tonica" (chiamata anche "personalissima musica", "Dna sonoro" o "impronta vocale"), la cui altezza stabile nel tempo e cambia solo quando avvengono grandi mutamenti nella vita del soggetto. "L'altezza e il timbro di voce personali, spiegava Mukunda nelle sue lezioni, possono variare a seconda delle emozioni e del livello di consapevolezza. Per esempio, la paura "prende allo stomaco" e la voce soffocata all'altezza del diaframma, mentre l'ira fa salire il tono anche di un'ottava e porta la coscienza alla radice del naso. Stress continui modificano la voce in modo permanente, segno sonoro che la persona non pi se stessa. Grazie ad appositi esercizi messi a punto da Mukunda, è possibile scoprire la propria nota) e, intonandola, si può ritrovare l'armonia con il nostro Io più profondo.

I 7 metalli delle Campane Tibetane

“I metalli non sono esseri di questa terra appartengono al cosmo…ma si donano alla terra, al suo divenire, per essere distrutti trasformati e a loro volta trasformare la terra e gli esseri che la abitano”. Il piombo con la sua pesante “terrestricità”, accompagna con lentezza l’uomo sulla terra, per poi condurlo, sempre con lentezza, ad abbandonarla. Piombo da sempre noto per la sua velenosità che conduceva ad una vecchiaia precoce, ad una accelerazione dei processi vitali verso la morte. Il contrappasso all’immagine terapeutica da qui è breve: il piombo come un metronomo può darci il tempo giusto quando siamo portati dalla vita o dagli eventi ad accelerare o a rallentare troppo i processi di incarnazione prima e di escarnazione poi. È un metallo che richiede pazienza anche nella terapia perché si esprime nella lentezza. Se il piombo è espressione di morte nell’osso, al suo interno, come midollo troviamo la vita allo stato puro, allo stato nascente. Altrettanto nella galenite, principale forma di piombo in natura, è sempre contenuta una piccola percentuale di argento che vivifica ed equilibra il piombo. Così dal limite estremo del sistema solare siamo passati al limite interno quello lunare, quello dell’argento. Nascono così molteplici comparazioni che evidenziano la specularità, la polarità tra piombo e argento. L’argento in tutta la sua vitalità mostra la polarità col piombo: è lucente, ricco di vivaci riflessi, buon conduttore di calore e di suoni, forma superfici a specchio. L’argento fuso è cupo, plumbeo quanto piombo allo stato solido, così il piombo allo stato fuso è brillante come argento solido. L’argento materializza la luce al negativo, reagisce dandoci immagini del mondo che possiamo riprodurre in infinite copie: fotografie. Nel suo mantenere inalterate le immagini agisce negli esseri viventi come corrente ereditaria che conserva le forme e la fisionomia dei genitori nella prole. Argento è forza lunare della riproduzione e puro altruismo: calore, luce, suono, elettricità…nulla è da lui trattenuto. Se il piombo “parla” solo di se stesso, l’argento “parla” sempre e solo del mondo che lo circonda: l’argento si fa specchio del mondo, riflette e riflettere. Argento-piombo la grande polarità vita-morte con la sua duplice corrente. Stagno e mercurio metalli particolari, formano leghe con gli altri metalli. Lo stagno porta a pareggio qualità mancanti dell’altro metallo. Se quest’ultimo è troppo duro lo stagno lo rende malleabile se è troppo malleabile lo indurisce. Stagno ha grande affinità col mondo dei solido-liquidi, dei gel: forma pellicole quando fonde e una volta liquefatto non evapora se non sopra i 2000°C. Mercurio, uno dei pochi elementi allo stato liquido, si mostra come il punto di passaggio tra lo stato liquido e quello solido. In questo metallo nulla è immobilità, stasi, tutto è trasformazione. Con gli altri metalli forma leghe e con molti elementi forma composti dai quali si libera facilmente per semplice riscaldamento riacquistando la sua libertà e purezza. Da una rapida successione di esperienze si possono così cogliere le immagini che anche per questi metalli possono guidare all’applicazione terapeutica: stagno porta la forma plastica nel liquido, sostiene la possibilità di formare involucri; mercurio porta le sostanze nella fluidità, nella corrente, nel divenire della vita. Una citazione dall’opera di Rudolf Steiner conclude il mercurio: “Questo metallo si pone tra la corrente della volontà e quella della rappresentazione diviene necessario se l’individuo non riesce a realizzare nella volontà le proprie rappresentazioni. Ferro, metallo con un ruolo centrale per l’uomo e la terra. È nota a tutti la brillante luminosità del ferro incandescente, il suo provenire dal cosmo come stelle cadenti, il suo forgiare strumenti utili all’uomo… si metamorfosa nell’organismo umano in forza che domina il sangue, corrente conformante che dal piano spirituale afferra la sostanza vivente, fulcro della corrente ritmica respiratoria che a livello di laringe si conforma in parola. È il metallo che più si presta a molteplici applicazioni terapeutiche; ci sono più di 900 minerali del ferro e tutti potenzialmente si prestano per un uso terapeutico offrendo spunti per nuove applicazioni e ricerche. Il rame è il metallo che troviamo in contrapposizione al ferro: è una festa di splendidi colori, forme arboree, vegetali quando si reperisce nativo, di trasformazioni cromatiche condotte dal calore. Se il ferro si impone nell’ambiente terrestre, il rame si trasforma, si lascia influenzare dall’ambiente rispecchiandolo con colori. Rame quindi rivolto al polo vitale dell’uomo più che a quello della forma; terapeuticamente indicato per dissolvere nel calore i legami troppo stretti tra organismo liquido e organismo aereo. Rudolf Steiner ci dice che possiamo meditare su di un cristallo e se lo facciamo arriva un momento in cui viene a mancare la terra sotto i piedi, perdiamo ogni appoggio e sostegno. Siamo portati in questa situazione dal cristallo ed a noi serve un punto d’appoggio che troviamo nel nostro centro , il cuore. Lì troviamo un nuovo punto di riferimento, che se a livello organico si esprime con l’organo del cuore, ha come corrispondenza il sole e nelle sostanze l’oro. Questo nobile metallo, il più pesante, colui che contiene ogni colore nella sua chimica e da cui si può arrivare ad ottenere un filo lungo 2 chilometri utilizzandone un grammo. L’oro si presenta in duplice modo se si considera il suo rapporto con l’uomo: siamo rimandati alle forze di peso e di leggerezza, alla possibilità di mediazione tra spirito e materia. Metallo usato nell’antichità dall’uomo per motivi cultici e ad incoronare re, è divenuto il metallo per il quale si scava oggi in Sud Africa a 3.750 metri di profondità, alla temperatura di 40° C, per ricavarne 2-5 g ogni tonnellata di roccia estratta! Dopo essere faticosamente estratto, ai nostri giorni, viene riposto e custodito di nuovo sotto terra, ed il suo prezzo sembra aumentare nei periodi di crisi dell’umanità. Battendo l’oro sottoforma di sottile lamina si può arrivare ad uno spessore sottilissimo (0,000014 mm) senza che perda le sue proprietà di coesione; questo aspetto ci riporta alla possibilità, da parte dell’oro, di vincere il peso ed anche al processo di superamento delle forze di gravità espresso dalla dinamizzazione. Qui si aprono le potenzialità terapeutiche che ci giungono tramite questa sostanza: mediatore tra peso e leggerezza, tra materia e spirito, esso mette in armonia basso e alto, ricambio e nervi. Con i metalli si riscopre l’aspetto morale delle sostanze: con l’oro compare la caratteristica dell’equilibrio.